Buona Pasqua …

 …  nonostante le difficoltà e la partigianerie che ci avvelenano ogni tanto e non ci fanno guardare con obbiettività i fatti. Vi offro tre minuti di riflessione ….

                                                 http://youtu.be/J4xHoQU-o30

e una risata:

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Rigore per tutti …

Già Presidente Monti, sacrifici va bene, va bene che la FIAT pur con tutti i meriti venga rimessa al palo, ma LE BANCHE? Sono state salvate dalle perdite delle loro speculazioni con i soldi di tutti si o no? E perché i loro manager – ma poi che rischiano davvero questi manager per essere così pagati? – continuano nonostante gli errori a prendere fior di milioni per usare i soldi pubblici avuti anche di recente per speculare ancora su derivati  e simili? Come facciamo a ripartire – scopo condiviso dei sacrifici comuni – se le imprese e gli artigiani trovano le porte chiuse proprio nella loro banca?

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Ma … questi pensano come noi!

“O la Fiat resta in Italia ed e’ produttiva o deve trovare delle risorse. Una impresa deve essere produttiva e fare lavoro. La Fiat non e’ libera di fare quello che vuole, come tutti i cittadini, i lavoratori che fanno parte di un Paese, deve assumere comportamenti responsabili”. Parole chiarissime del Ministro Fornero, cui si agggiungono quelle altrettanto chiare sulla FIAT pronunciate dal Presidente del Consiglio – quando smetteremo di chiamarlo Premier? – alla chiusura delle celebrazioni per il 150° dell’unità d’Italia. Nessuno mette in dubbio le capacità di Marchionne, anzi ci auguriano tutti che vengano ben spese per il successo dell’industria nazionale, ma non possiamo dimenticare che finora spesso le imprese italiane sono rimaste private quando c’erano utili da dividere e diventavano “pubbliche” quando erano in perdita. La FIAT non si è sottratta a questa regola, lo sappiamo tutti e tutti ricordiamo le acquisizioni facilitate di gloriose imprese  italiane. Ora quando il Presidente Monti dice che Italia e FIAT si sono fatte grandi a vicenda è nel giusto: lo pensiamo tutti e fa piacere sentirlo dire da chi ha la barra del timone in mano. Non è usuale da noi sentir dire dal “Palazzo” quello che pensa la gente con toni tali da non ammettere replica. Per quanto tempo abbiamo visto amministratori di grandi aziende pubbliche o parapubbliche prendere stipendi da favola senza rischiare nulla di proprio o dell’impresa, ma solo i soldi dei cittadini? I politici di professione non se n’erano mai accorti? Ma se lo sapevamo noi poveri diavoli …

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Celentano, se non canta, chi è costui?

Non ho seguito Sanremo, me ne guardo bene in generale ed in particolare ieri sera, visto che Celentano, con il suo fare da profeta mancato, mi da assai fastidio. Sa cantare, ha fatto cose musicali egregie, ma il suo parere in altri campi conta quanto quello di uno di noi. Anzi di meno, se uno di noi su questioni concrete, come quelle citate ieri sera: Grecia, alta velocità, etica dei giornali cattolici, ci studia e ci lavora. Ovviamente leggo quanto ha detto l’aspirante “profeta” dai giornali e sono ben lieto di non avere perso il mio tempo davanti al video ieri sera. Mi inorgoglisce il fatto che in casa mia nessuno lo ha fatto per Saremo in generale e Celentano in particolare.

Un gran comunicatore non è mai stato e forse dovrebbe continuare con quello che sa fare e fa bene, ma per favore la pianti di darsi arie da “sotuttoio”. Anche di Gesù, intendo quello di Nazaret, siamo in molti a poter parlare, credo con migliore cognizione di causa e con frequentazioni assidue, nei Sacramenti e nella preghiera beninteso: anche in questo, uno vale per quello che sa e mette in pratica, non per quello che dice. Non facciamogli fare il ruolo di “spalla”, povero Gesù, a sostegno dei nostri personali punti di vista.  Si veda ad esempio su questo aspetto http://www.opusdei.it/art.php?p=12754 verso la metà del testo citato.

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Mestiamo fin che si può

La dottoressa Sciarelli, dopo lo squallido episodio del ritrovamento in diretta del corpo di Sara Scazzi, continua a tenersi sopra le righe nel suo “Chi l’ha visto?”. Mercoledì 25 gennaio largo spazio ha avuto la questione di Emanuela Orlandi con l’ovvio collegamento alla sepoltura di De Pedis e alle ipotizzate responsabilità del Vaticano, che in qualche modo ci va fatto entrare. Non ho informazioni sufficienti per esprimere un parere su una vicenda intricata, che ha senz’altro risvolti internazionali difficili da indagare, e già studiata da persone competenti. Basti citare il recenti volume di Imposimato e Provvisionato, anche solo per dire che non si capisce quanto è accaduto con schemi semplici e con agitazioni di piazza. Vorrei però rilevare la presunzione della conduttrice nel chiedere ripetutamente che dal Vaticano qualcuno chiamasse per motivare la presenza del presunto agente della Gendarmeria alla manifestazione di Sant’Apollinare. Non a caso, mi pare si possa dire, due telefonate consecutive hanno “senza dubbio” identificato il “gendarme” in borghese. Può darsi che il signore fotografato sia effettivamente un membro della Gendarmeria, ma tra persone serie quando si fa una affermazione si citano i riferimenti. Non bastano due telefonate anonime – quanto in buona fede? – per dimostrare, come dovrebbero fare dei buoni giornalisti, un fatto. Chi chiamava doveva perlomeno qualificarsi e dare prove di quanto stava affermando. Se no la verità dipende dal numero di quelli che telefonano. M al di là di questo, la dottoressa Sciarelli pensa davvero che in Vaticano alle 22:30 qualcuno stia a vedere “Chi l’ha visto”? Mi si passi il facile gioco di parole.

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Italiani, brava gente. Con orgoglio.

Gli accordi intercorsi alcuni giorni fa tra i leader europei fanno ben sperare per il futuro dell’economica e soprattutto che il Vecchio Continente impari a camminare verso quelle unione sostanziale di intenti che è postulata dalla moneta unica. Sembra si stia finalmente imboccando la strada giusta, grazie anche alla presenza di due italiani, il presidente Monti e il Governatore Draghi, che pare riescano a farsi capire anche da interlocutori ostici come Merkel e Sarkozy. Certo le situazioni si evolvono e spingono a passi che solo qualche giorno prima sembravano irrealizzabili e quindi quanto sta succedendo è anche nella forza delle necessità presenti; ma perché non pensare che quando anche l’Italia sta al tavolo da pari a pari con gli altri le cose vanno meglio? Schuman, Adenauer e De Gasperi hanno gettato le basi di un processo che sarebbe antistorico voler fermare; solo la miopia di chi pensa al proprio cortile può illudere di rimanere forti chiudendosi in se stessi. Certo ci sono figure che in Europa ci vanno malvolentieri: se non riescono che a provocare risolini, si devono sentire fuori posto. Grazie alla determinazione del presidente Napolitano – che qualcuno continua a chiamare “colpo di stato”: come dire dalla miopia alla cecità assoluta! – abbiamo riacquistato fuori dalla frontiere una credibilità che aiuta tutta l’Europa. Finalmente possiamo dire con tranquillità, e anche con un po’ di orgoglio, che siamo italiani.

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Schettino a chi?

A giorni inizierà, salvo imprevisti, lo svuotamento dei serbatoi della Costa Concordia; l’indennizzo dei passeggeri disposti a transare è stato fissato; la ricerca dei dispersi ormai non fa più notizia – l’esito è scontato, solo il miracolo di qualcuno ancora vivo balzerebbe in prima pagina – e quindi la vicenda si avvia verso il dimenticatoio. Siamo stati seppelliti da una valanga di parole e di emozioni, quelle per la sorte dei dispersi ben motivate ovviamente, che forse non ci hanno chiarito molto le idee. Tante emozioni e parole, spesso pochi fatti realmente significativi. Certamente in Italia continua a “vendere” più il piagnisteo che non il reportage concreto e circostanziato.

Facile lamentarsi sui soccorsi, sull’informazione ai passeggeri, sui ritardi nelle decisioni; ma qualcuno si è preso la briga di far parlare, invece dei passeggeri coinvolti che non possono non risentire delle emozioni provate, chi fa il mestiere di Comandante? Forse avremmo scoperto che per capire cosa è successo realmente dopo un urto ad un sistema complesso come una nave di quelle dimensioni, per valutare l’evoluzione del fenomeno di affondamento, per dare tempo alle squadre di emergenza di posizionarsi e predisporre il necessario per l’abbandono nave ci vogliono alcune decine di minuti. Dare un ordine di abbandono nave alla cieca, con tutto il panico che si verrebbe a creare, sarebbe proprio da irresponsabili. In effetti bisogna dire che l’operazione di salvataggio ha avuto in larghissima misura – con l’eccezione purtroppo per pochi sfortunati – successo.

Non poco in questo credo abbia influito la manovra eseguita dalla nave che, con la fiancata sinistra squarciata, si è arenata sul fondale poco profondo vicino a riva sul lato destro con la falla completamente fuori dal pelo dell’acqua. Sicuramente a scafo fermo e senza imbarcare acqua le operazioni di salvataggio hanno potuto essere svolte con minor precipitazione che non con un’imbarcazione che rischia di colare a picco da un momento all’altro in mare aperto. Una situazione certo anche legata alla fortuna, ma senz’altro anche costruita da chi sull’imbarcazione ha saputo conservare lucidità e determinazione. Pare che su questo punto ci siano ancora aspetti di capire. Sarà interessante alla fine delle indagini scoprire chi ha realmente saputo governare la situazione nei limiti del possibile.

Il Comandante Schettino ha senz’altro la maggior responsabilità in quanto è accaduto – e non è certo il caso di difendere il suo comportamento durante le operazioni di salvataggio e prima – ma il fatto coinvolge anche altri. Si, lui è stato visto con un bella ragazza sul ponte della Concordia e su questo si è molto detto – i pruriti fanno “vendere” sempre, alzano gli ascolti, aiutano a trovare capri espiatori – ma in fin dei conti in tutto quanto è successo la ragazza c’entra poco o niente.

L’ufficiale della Capitaneria, che con tanta energia ha ripreso Schettino, usa insieme ai suoi colleghi la stessa energia per impedire che le imbarcazioni da crociera vadano a sfiorare gli scogli del Giglio? In altri termini la pratica vietata e che si è rivelata pericolosissima “dell’inchino” perché è stata fin qui tollerata? Come sempre in Italia, e di questo dovremmo vergognarci non dei naufragi che succedono dappertutto, si stabiliscono regole e poi si lascia che vengano impunemente violate: quando le nostre autorità acquisiranno la A maiuscola fissando norme che poi fanno rispettare? Non conveniva fissare per tempo una distanza minima realistica per costeggiare il Giglio che contemperasse le varie esigenze – anche quelle della pubblicità delle compagnie e per l’isola -, ma garantisse in primo luogo la sicurezza  e poi farla rispettare tassativamente? È semplice rifarsi la verginità con due urli quando il latte è versato.

Anche la Costa Crociere non si può chiamare fuori: conosceva la pratica dei comandati e sceglie i comandanti; o Schettino è stato assunto per le sue capacità – e allora è strano che si comporti in maniera irresponsabile solo perché è con una bella ragazza –, o è un “raccomandato” e allora la responsabilità massima è della Compagnia che non sceglie eticamente le figure di vertice cui affidare le maggiori responsabilità.

Da alcuni Paesi esteri hanno espresso giudizi negativi su noi tutti dandoci dello schettino; credo che si tratti di semplice invidia mal repressa per quello che sappiamo fare, nonostante i nostri storici difetti: ma certo sulla serietà dei reportage, sull’efficacia dell’informazione giornalistica e sulla profondità d’analisi dei fatti qualche lezione ce la possono davvero dare.

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Buon Natale!

Ho scelto per il mio biglietto di auguri l’immagine che vedete: è il particolare di una stupenda “Adorazione dei pastori” di Gherardo Delle Notti, uno di quelli che noi classifichiamo “minori” e che servirebbero per un museo intero in altre parti del mondo. Guardando l’espressione dello splendido viso della Vergine ho unito questo commento: “Lo sguardo rapito della Madre di fronte alla Vita che scende su questa Terra ci ricorda la necessità di accogliere e difendere il miracolo di ogni nascita, sempre unica e irripetibile”. Effettivamente ogni nascita, ogni CONCEPIMENTO, ha in sé qualcosa di soprannaturale che la scienza non ci esaurirà mai. Solo gli scienziati ignoranti possono pensare di avere capito tutto: dal libro di Peter Seewald con il Papa apprendo che Werner Heisenberg, premio Nobel per la Fisica e scopritore del Principio di indeterminazione, ha detto infatti: “Il primo sorso dal bicchiere delle scienze naturali ci rende atei; ma in fondo al bicchiere ci attende Dio”. Così è anche per il mistero della vita: secondo l’eugenetica in voga, che mi pare – pur comprendendo i drammi che a volte si celano dietro un aborto – sia spesso l’egoismo con cui si difende dal “nuovo” chi vuole gratificare solo se stesso tenendosi stretto alle sue comodità, Stephen Hawking non sarebbe dovuto nascere; chi lo avrebbe sostituito come astrofisico, anche se da una vita è sulla sedia a rotelle?

Mi vengono in mente a questo punto le stupidaggini dette sui divertimenti sessuali dei giovani di oggi da Fiorello nel suo spettacolino del 5 dicembre scorso su Rai Uno: tutto il problema dei giovani è di poter usare il preservativo per avere liberamente e in sicurezza – dice lui – rapporti sessuali. Il “Salvavita pischelli”, lo ha chiamato; se fossi nei responsabili della Ditta Beghelli lo citerei per danni per  la pessima immagine che deriva alla loro pubblicità da questa interferenza indebita.

Come ha detto poco dopo il Maestro Benigni, i giovani più che di cattivi maestri, come Fiorello nella fattispecie appunto, hanno bisogno di onestà – di buoni ideali, meglio se presi da buoni esempi in famiglia, dico io – non di sostituitivi di affettività profonde, la cui carenza provoca tanti disastri. Sono esempi sempre più rari anche nelle famiglie, che tanto facilmente si sfasciano proprio per l’egoismo degli sposi, troppo presi dai loro orgasmi.

Vi invito a questo propoito a dedicare 5 minuti al collegamento “Coppia trasgressiva …” che trovate qui di fianco.

Però Maestro Benigni: doveva proprio scendere all’inno del corpo sciolto? Non si faccia influenzare da Fiorello, tenga alto il suo profilo. Un Benigni che mi fa l’inno del corpo sciolto mi fa pensare che finito – speriamo – Berlusconi, sia a corto di argomenti. Non ci caschi più.

Ad ogni modo: Buon Natale anche a loro.

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La cosa più saggia che possono fare gli europei?

Semplice: oscurare le agenzie di rating, o “qualificazione” che dir si voglia, degli Stati Uniti, oltreché decidere una volta per tutte di essere più solidali tra loro. Ecco di oggi l’ennesimo allarme di Moody’s: ma per chi lavorano? C’è da augurarsi che i “default (o fallimenti) multipli” tocchino a loro sulla scia di Lehman Brothers, che dopo aver profetizzato “default” a catena, fallì il giorno dopo. Cui prodest tutto questo allarmismo, proprio quando si cominciano a profilare accordi significativi tra i Paesi guida dell’Europa? Quando smetteremo di comportarci da colonia degli Stati Uniti? Ci hanno liberati dal nazismo, che peraltro come il comunismo prima o poi sarebbe imploso per debolezza propria, ma per quanti secoli dovrà durare questo debito? Dovremmo essere ancora debitori, e lo siamo in realtà, delle civiltà cinese, egiziana, greca, romana per non citare che le principali. Mettiamole almeno sullo stesso piatto, senza dimenticare le radici giudaico – cristiane dell’Occidente, cui pure dobbiamo la civiltà guida dell’Era moderna.

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Popolo di artisti, eroi, navigatori ma anche furbi qualunquisti.

 “Il premier Mario Monti, nella sua prima tappa a Bruxelles, incassa la fiducia dell’Ue, dando il via al rilancio dell’Italia”: così su organi di informazione. Non gli sono stati riservati sorrisini di sottecchi o estromissioni dagli incontri più significativi, cosa che ultimamente succedeva nei confronti dei nostri rappresentanti.

Quindi un’Italia di nuovo in Europa a pieno titolo, alla faccia del particolarismo padano (ma non c’era solo la Val Padana una volta lungo il Po?) o di chi ha pensato di mollare l’euro, magari per prendere il dollaro o tornare alle lire. Chi le terrebbe a galla oggi le lire?

Certo un’Italia povera e indebitata, ma non si può chiedere a chi è in sella da pochi giorni di avere già risolto i guasti degli ultimi tre anni di bagordi, che alcuni di noi hanno pensato ancora possibili votando per ipotetici aumenti delle pensioni (come mai poi abbiamo alzato in 3 mesi di 5 anni l’età pensionabile?) e per l’abolizione dell’ICI sulla prima casa, ottimi paraventi per curare poi affari privati o di famiglia, grazie a quella legge sul conflitto d’interessi che anche la Sinistra quando poteva non ha voluto nella forma internazionalmente accettata.

 Infatti c’è già il solito ritorno di italico qualunquismo con gli scontati: “Ma anche questi che hanno fatto?”, “Sono tutti uguali”, “Aridatece er puzzone” e via di questo passo. Non me la prendo troppo se questo viene dai frequentatori dei vari “Bar sport” (niente contro i bar sport, sia chiaro) sparsi nel nostro Paese, dove si parla solo di calcio, ma quando si associano persone con una buona cultura e conoscitori dei fatti politici e amministrativi c’è da preoccuparsi. Avere l’autorità da Presidente del Consiglio dei Ministri non conferisce superpoteri e nel pacchetto di nomina non c’è una bacchetta magica: ma era proprio necessario aspettare tutto questo tempo per mettere mano alla situazione? Che ne pensano i cosiddetti Responsabili, quelli parlamentari, che grazie ai loro cambi di gabbana hanno prolungato l’agonia di un governo che non era più tale oltre il limite sopportabile?

 Dopo meno di una settima di Governo Monti c’è già chi dice che è tempo di voltare pagina, staccando spine o invocando le urne. Ma chi li deve fare, oltre ai politici, i sacrifici per pareggiare il bilancio? Quando impareremo ad essere europei come i nostri vicini di casa, padani esclusi, per non smentire un Presidente del Consiglio che in Europa ci sa vivere e vi è accettato?

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